Per la popolazione cubana Internet è qualcosa di arcaico e difficoltoso: le connessioni sono regolamentate dal Governo mediante una concessione di autorizzazioni ad personam dal 2003 (anno in cui è stato varato un decreto dal Governo per incrementare ulteriormente il proprio controllo in rete);qualunque cittadino cubano prima di poter accedere alla rete, se non vuole ricevere sanzioni, deve avere un permesso rilasciato dalle autorità.
I dati delle statistiche più recenti ci indicano che su una popolazione di oltre 11 milioni di persone solo 240.000 utilizzano internet, e chi vuole accedervi “per vie traverse” arriva a pagare quasi come metà di uno stipendio medio per un’ora di navigazione. Cuba occupa l'ultimo posto in America Latina, sia per l’uso del telefono cellulare che per quanto riguarda la penetrazione di Internet ( dati forniti da Reporters Sans Frontières).
Un altro aspetto considerato una delle cause principali alla base del profondo divario digitale è l’embargo contro Cuba (vedi anche el bloqueo), imposto dagli Stati uniti a partire dal 1962.
Il bloqueo è costato al popolo cubano in questi quasi 50 anni più di 90 miliardi di dollari; non c’è attività economica o sociale a Cuba che non soffra le sue conseguenze.
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L’acquisto di hardware e software a Cuba, sempre a causa del bloqueo, non può avvenire direttamente dagli Stati Uniti, che sono l’emporio mondiale della tecnologia informatica, e avviene perciò da Paesi terzi, con maggiori costi di trasporto e rincari anche del 30%. Oltre a ciò, gli Stati Uniti esercitano un controllo egemonico sui server, di cui i principali del mondo si trovano proprio in territorio statunitense.
Per Cuba non sarà facile far fronte al cambiamento tecnologico ..però, forse, qualcosa sta già cambiando!
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