Stamattina, presso gli uffici della World Bank a New Delhi , si è tenuto l'educational technologies debate circa l'uso delle ICTs nel settore dell'educazione in contesti di paesi in via di sviluppo (è stato possibile seguirlo in streaming in tutto il mondo).
Il dibattito, moderato dal Dr. Tim Kelly, ha fatto emergere tutta quella serie di problematiche legate al digital divide, con l'obbiettivo di stimare le percentuali di pubblico a favore di un ripensamento generale degli investimenti eseguiti nel settore dell'educazione e di quelli che invece ritengono sia più efficace continuare a sostenere i sistemi attuali.
Le premesse sono molto chiare: si sta parlando di progetti che non si attueranno in tempi brevi, ma di un percorso continuo, da qua verso il futuro, per la sostenibilità di ICT ed educazione.
Si è consapevoli del fatto che l'ICT non abbia ancora prodotto in paesi sviluppati risultati di integrazione massiva e di come molti investimenti per l'ICT4D a oggi siano stati sprecati; ma siamo altresì consapevoli che il costo di non abbracciare la tecnologia per i paesi in via di sviluppo sia sostanzialmente maggiore rispetto a quello di provarci, a volte anche senza successo, a volte sprecando capitali.
Il dibattito si è concluso con la vincita della 'for motion': la maggior parte del pubblico ritiene che molti degli investimenti nel settore dell'educazione siano stati sprecati e che quindi sia necessario una ripensamento di fondo.
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